Il Parco Nazionale del Cilento
Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è la perla di questa regione. Inserito nella prestigiosa lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO è rinomato per la ricchezza dei suoi beni culturali e naturali. Il clima, la bellezza e la varietà del paesaggio, la ricchezza del patrimonio storico e artistico, la flora e la fauna del Parco del Cilento ne fanno uno dei massimi esempi di ecosistema mediterraneo.
Il Parco del Cilento offre numerose e varie possibilità di escursioni: dai borghi medioevali di Pisciotta, Camerota e San Severino alla zona archeologica con i templi di Paestum e agli Scavi di Velia e Roccagloriosa, dalle passeggiate nell'entroterra alla scoperta della flora e fauna, alle imperdibili tappe del turismo enogastronomico.

Natura
La flora del Parco del Cilento è costituita da circa 1800 specie diverse di piante autoctone spontanee, di cui la più importante è la primula di Palinuro. Nel corso dei secoli il lento lavorio della natura in cooperazione con l’attività umana ha dato vita a una biodiversità che non ha eguali. La vegetazione è tra le più ricche d’Italia.
Il Parco accoglie animali quali lontre, cinghiali, lupi, donnole, ghiri, gufi reali, aquile reali, falchi pellegrini, e ovviamente molte specie di pesci. Lo sviluppo della fauna è favorito da una insolita varietà di ambienti: costa, mare, fiumi, montagna.
Alcune aree d’interesse naturalistico sono l’Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati, il Parco marino degli Infreschi, Punta Licosa , le Grotte di Pertosa, il Monte Cervati, il Monte Stella, il Parco WWF di Persano.

Artigianato
Cestai, falegnami, fabbri, scalpellini e ceramisti rappresentano la colonna portante del tessuto produttivo locale. L’artigianato qui si eleva a forma d’arte, grazie all’abilità manuale unita a una forte spinta creativa e alla grande carica umana degli abitanti del Cilento.
È possibile visitare le botteghe e acquistare i manufatti dei maestri scalpellini del Vallo di Diano o degli artigiani della pietra di Centola. Si possono incontrare i fabbri del ferro battuto del Bussento; i ceramisti di Camerota; i maestri d'ascia dei cantieri costieri o i falegnami che intagliano dal castagno e dal faggio e lavorano la radica e l’erica per creare pipe.
I ceramisti del Monte Stella e del Mingardo agiscono nel solco tracciato dai maestri della Magna Grecia; i cestai dell'Alento piegano e intrecciano vimini, canne, paglie e sottili sfoglie di legno di castagno. È interessante osservare le ricamatrici del Basso Cilento.

Gastronomia
Nel Cilento esiste una tradizione alimentare basata su cibi prodotti sul territorio. La dieta mediterranea la fa da padrone.
- Legumi e ortaggi: fagioli di Controne, ceci di Cicerale, carciofi, pomodori.
- Frutti: castagne, agrumi, fico bianco del Cilento, che deve il suo nome al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati.
- Specialità tipiche: olio d’oliva, mozzarella di bufala, mozzarella ''co’a mortedda''. Quest’ultima viene conservata in rametti di ''mortedda'' o ''mortella'', nome dialettale del mirto. La Soppressata di Gioi è un insaccato particolare, dove al centro è posto un pezzo di lardo.
- Prodotti ittici: alici di menaica. Il loro nome deriva dall’antichissima tecnica di pesca, che consiste nell’utilizzo di barche a remi dette ''Menaide''.
- Formaggi: Pecorino, Cacioricotta, Caciocavallo podolico, che prende il nome dalla varietà di vacche dal cui latte è prodotto, ovvero le vacche podaliche.
- Vini: Doc Castel S. Lorenzo, rosso ottenuto da uve Barbera, e Doc Cilento, di produzione senza eguali in Campania.
- Piatti tipici: ''Ciambotta'', piatto della tradizione povera cilentana a base di verdure di sostanza e economici condimenti, Lagane e ceci, Cavatielli, Fusilli. La ''Maracucciata'' è una ricetta a base di ''maracuoccio'', piccolo legume simile al pisello. Le ''Alici ‘mbottunate'' sono un piatto tipico di mare.





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